Aggiornato al 09-03-2007   aggiungi a preferiti 

Disciplinare di produzione della ceramica artistica e tradizionale di Vietri sul Mare

 

Motivazioni storico-artistiche

Vietri sul mare si è imposta in questi ultimi decenni all'attenzione della critica, degli operatori del pubblico in genere e dei turisti per la sua produzione di ceramica.
Nel Medioevo (in particolare durante le dominazioni longobarda e normanna) il territorio di Vietri era considerato una foria di Salerno, alla quale era legata da vincoli amministrativi ed economici. Tutta l'area salernitana, anche grazie alle cave di argilla presenti in loco, era interessata all'attività della ceramica, sia nelle forme invetriate che stannifere. Il commercio marittimo era assicurato dagli approdi di Salerno e di Vietri.
E nuove acquisizioni con interessanti spazi di ricerca si vanno aprendo sull’attività ceramica medievale in provincia di Salerno dopo una serie di scavi che vanno messo in luce notevoli materiali.
Per quanto attiene il territorio vietrese in particolare, vi è da rilevare che a metà del Duecento compare il toponimo a la Greta ( o CRETA) - che rimarrà per indicare un costone sovrastante il fiume Bonea tra il Capoluogo e Marina – esplicito richiamo alla presenza e utilizzo della materia prima.
Il primo documento d'archivio finora esplorato che apre la serie ininterrotta delle testimonianze sull'attività ceramica a Vietri ed a Cava dei Tirreni (della cui città Vietri era un casale prima dell'autonomia comunale raggiunta nel 1806) è quello del 1472 concernente la vendita fatta da Oliviero Carmelengo dì Cava a Benedetto e Cipriano Cafaro di mille langenas actas ad tenendum oleum, bene coctas stasionatas ed actas ad recipiendum.
Il discorso sull'artigianato ceramico vietrese non può prescindere dalla riflessione sulla preminente funzione dell'area nei movimenti commerciali marittimi e terrestri. La Marina di Vietri fin dal medioevo ha assolto ad un ruolo importante nei traffici marittimi del Basso Tirreno, ancora nel secolo scorso si ipotizzava la realizzazione del porto a Marina in alternativa a Salerno.
Accanto al legname ed ai prodotti tessili una parte determinante dell’asportazione era costituita dai prodotti ceramici.
Nella seconda metà del Cinquecento questi ultimi provenivano in consistente quantità anche dalla zona dì San Severino e da Giffoni. Il commercio di prodotti provenienti da queste zone andò scemando nell'ultimo decennio del Cinquecento; la produzione vietrese lì soppiantò, dìmostrandosi autosufficiente per il territorio cavese, e di garanzia per l'esportazione per la Sicilia.
Il piatto Vietri assurgerà a tipologia merceologia, in coincidenza con un ampliamento della base produttiva locale.
Verso la metà del Cinquecento si afferma il pittore Mazzeo Di Stasio nella produzione di corredi per farmacia, formati da arbari di più dimensioni, jarruni, pignole, fescinas, maruffi, e pavimenti (quatrelli), anche per committenza napoletana, calabrese e siciliana. I documenti che lo riguardano sono di estremo interesse, in quanto testimoniano che accanto alla produzione di oggetti di uso popolare si erano formate avanzate capacità professionali ricercate da una committenza selezionata. Gli stigli di farmacia venivano dipinti a più colori, con prevalenza dell'azzurro e con lo stile a penna di pagone.
Altri documenti dimostrano la diffusione dello stile compendiario faentino affidato a più maestri creatari di qualificato livello (Loffredo, Cassetta, Pizzicara, ecc.), anche se i termini faenza - ad indicazione sia del prodotto sia del laboratorio e faenzari compaiono nei primi anni del Seicento.
Nell'ambito della generica definizione di rogagnie e cannate, la produzione vascolare enucleava più specifiche tipologie quali saliere, acquasantiere, tazze,coppe da brodo, oltre a quelle più comuni di scodelle, vasi, orciuoti, fiaschi, langelle, caroselli, cantara.
Sempre all'inizio del Seicento è attestata in Vietri una qualificata presenza di operatori ceramici di Castelli d'Abruzzo: anche Vietri quindi partecipa di quel movimento migratorio dalla periferia del Regno di Napoli verso la capitale, arricchendosi di nuove esperienze professionali. In seguito Vietri fornirà propri maestri e lavoranti alle realtà produttive di Napoli e di altre affermate aree ceramiche meridionali.
Tra i prodotti di ricercata fattura della seconda metà dello stesso secolo si è registrato le acquesante, le salere a torretta, o salere cerimoniose, i piatti faienza a nodo d’argento.
La produzione delle mattonelle nei secoli XVI - XVII è limitata a singole commissioni (es, striscia di regiolepente per il pavimento della chiesa di San Giovanni di Vietri nel 1609, i lavori di Mazzeo Di Stasio della metà del Cinquecento, le mattonelle votive che progressivamente vengono apposte sulle mura dei fabbricati, tra le quali va segnalato il grande pannello dei corso principale di Vietri, la cui errata 1080 andrebbe letta 1680, per svilupparsi in maniera più determinante nei secoli successivi (pavimenti in cotto e decorati nei luoghi di culto, ambrogette delle cupole).
Nella seconda metà dell’ottocento la ceramica Vietrese si imporrà all’attenzione dei mercati per la produzione dei pavimenti decorati con prevalenti usi nell’edilizia civile (fabbriche di ceramica Taiani, Punzi, Sperandeo) trovando anche in questa occasione nuovi stimoli dal collegamento con esperienze partenopee.
Il nostro secolo negli anni '20 e '30 è caratterizzato da una fase che viene denominata comunemente “periodo tedesco", grazie all'arrivo di un gruppo di olandesi e tedeschi, che operarono una svolta nello stile, nella decorazione, nella personificazione, determinando altresì una più vasta gamma produttiva con un ampliamento del mercato.
I motivi decorativi tratti dal patrimonio ambientale e culturale del luogo assunsero una nuova dimensione ed un ruolo di immagine.
In un discorso di emulazione con la presenza straniera, sono emerse figure di artisti vietresi, quali Giovannino Carrano, il più versatile pittore ceramico vietrese di questo secolo, i fratelli Procida, i fratelli Solimene, Andrea D'Arienzo e soprattutto Guido Gambone, che porterà l'esperienza vietrese alle tensioni dell'arte.
Dal dopoguerra, superata questa fase, il prodotto "Vietri", ripreso si è riproposto sui mercati nazionali ed internazionali di nuovo per pavimenti, e ancora l'oggettistica ed il souvenir, legato quest'ultimo al movimento turistico che anche per altri versi interessa la cittadina. E' vivo-. tuttora l'integrazione tra operatori locali ed artistici oriundi, che permettono un vivace scambio di esperienze, favorite dall'attività promozionale dell'Ente Ceramica Vietrese e dal ruolo culturale e turistico che ha assunto il Museo della Ceramica.

Articolo 1
Campo di applicazione e diritto alla denominazione

1. Il presente disciplinare detta norme per l'apposizione del marchio “Ceramica artistica e tradizionale di Vietri) " alla produzione ceramica vietrese, a tutela della denominazione di origine e ai fini della difesa e della conservazione delle caratteristiche tecniche e produttive della ceramica artistica e tradizionale di Vietri da parte dei produttori che siano iscritti all'Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio di Salerno nonché all'apposito 2 Registro dei produttori di ceramica artistica e tradizionale di Vietri previsto all'art. 3 della legge 9 luglio 1990, n. 188.
2. Detta denominazione " Ceramica artistica e tradizionale di Vietri " viene riportata nei marchi esclusivamente sulle opere prodotte nella zona di affermata produzione ceramica di Vietri di cui all'art.2, che sono riportate sul Diario di Bottega dell'azienda, e che rispondano alle caratteristiche, alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare.
3. Il marchio di "Ceramica artistica e tradizionale di Vietri" viene assegnato allo specifico prodotto nella sua interezza.

Articolo 2
Zona di produzione

1. Le produzioni oggetto dei presente disciplinare devono svolgersi esclusivamente ed effettivamente nelle ”botteghe d'arte " e/o opifici di produzione ceramica, iscritte nell'apposito " Registro dei produttori di ceramica artistica e tradizionale di Vietri" ubicate entro i confini territoriali dei Comune di Vietri sul Mare (SA).
2. Deve essere intesa la effettiva produzione all’interno dei Comune e non la sola detenzione della sede legale di una azienda.

Articolo 3
Marchio identificativo

Il marchio identificativo consiste nella rappresentazione grafica di carattere generale definita ed approvata dal Consiglio Nazionale Ceramico. Il marchio, inoltre, contiene i seguenti elementi essenziali:

·                       La denominazione legale "Ceramica Artistica e Tradizionale", che può essere rappresentata anche tramite sigla alfabetica;

·                       La zona di affermata tradizione ceramica individuata con il nome di VIETRI in aggiunta tramite una rappresentanza grafica di carattere distintivo riportata in allegato 1, che fa parte integrante del presente disciplinare;

·                       Nel modello di marchio restano disponibili appositi spazi o campi, delimitati in modo da consentire ai singoli produttori ceramici iscritti al Registro di apporre i segni necessari alla propria identificazione. A tal fine ogni produttore deve indicare:
a) il nome, la sigla, il segno e il numero di iscrizione nel Registro secondo i tipi che ogni produttore è tenuto a depositare presso il Registro della Commissione Provinciale per l'Artigianato oltre che presso il Comitato Disciplinare;
b) le tipologie dei materiali utilizzati dal produttore definite in conformità alle norme UNI, per le quali possono essere usate sigle di identificazione.

·                       In ogni manufatto devono essere indicati in modo indelebile:
a) la denominazione legale e gli elementi distintivi di identificazione della zona indicati dal Disciplinare;
b) gli elementi distintivi di cui alle lettere a) e b) dei precedente comma;
c) per le produzioni destinate a venire a contatto con sostanze alimentari o con sostanze di uso personale, la specifica indicazione prevista in conformità alle norme vigenti

Articolo 4
Caratteristiche fondamentali della Ceramica Artistica e Tradizionale di Vietri
Materie Prime e fasi produttive.
Forme e modelli, stili e decori

1. La ceramica artistica e tradizionale di Vietri è rappresentata dalla maiolica o terracotta comune. Il supporto è dato dall'argilla rossa, proveniente preferibilmente dalla provincia di Salerno; è consentito l'impiego di argilla proveniente da altre regioni italiane purché le proprietà chimico-fisiche e le caratteristiche tecnologiche del prodotto finito non alterino le pecularietà del prodotto vietrese. Tutte le fasi produttive devono avvenire all'interno della bottega o opificio, tuttavia è consentito: provvedersi di semilavorati (biscotto) realizzati in altre botteghe o opifici del territorio vietrese di cui all'art. 2 del presente disciplinare ed aventi le caratteristiche Tecniche di seguito descritte.
2. Le tecniche di foggiatura consentite sono: al tornio, al lucignolo allo stato plastico a mano, stampaggio con matrice ( calco di gesso), calibratura al tornio alla crosta o alla palla. Le forme o modelli sono quelli ispirati alla tradizione vietrese come: il piatto Vietri, albarelli Farmaceutici, jarruni, pignole, fescinas, baruffi, roganie, cannate, acquasantiere, salere cerimoniose, riggiole, riggiole pente, quadrelli, ecc- ( si fa riferimento al catalogo fotografico depositato presso il Museo della ceramica di Raito di Vietri, presso il Comitato Disciplinare, presso l'Ente Ceramica Vietrese).
3. Lo smalto consentito sarà il tipico smalto Bianco Vietri che si presenta di colore bianco sporco con particolare brillantezza stannifera e le cui caratteristiche possono variare in ogni caso ma che devono conferire ai colori utilizzati il particolare effetto di brillantezza tipica (si fa riferimento al catalogo di cui al comma precedente). La smaltatura può avvenire per immersione o per aerografia o a velo.
4. I colori principali di tradizione vietrese sono: il Blu Stampa, il Blu Oltremare, il Blu Antico,Giallo, il Verde Ramina, il Verde Chiaro, il Manganese, l'Arancio, il Rosso Carminio, Il Marrone, il Nero. Sono consentiti altri colori purchè risultato della miscelazione di quelli sopra elencati.
5. La tecnica dì decorazione sullo smalto Bianco Vietri crudo potrà essere effettuata esclusivamente mediante l'applicazione manuale a pennello. E' consentito per i prodotti artistici o per stoviglierie o per le mattonelle l'utilizzo dello "spolvero" manuale sempre per tracciare i contorni del disegno. I colori devono essere applicati esclusivamente a pennello a mano. 6. Gli stili decorativi sono quelli ispirati alla tradizione vietrese e previsti a catalogo depositato presso il Museo della ceramica, presso il Comitato disciplinare, presso l'Ente Ceramica Vietrese.
7. La cottura può avvenire solo con forni muffolati, intermittenti o a legno che seguono il tradizionale cielo termico "lento”.
8. Per tutto quanto non previsto dal presente articolo sia rinvia alle norme UNI 10291 e 10793.

Articolo 5
Prodotti innovativi

Possono essere tutelate, ai sensi dei presente disciplinare, anche quelle produzioni ceramiche contenenti forme e/o decori innovativi che possono essere considerate come un naturale sviluppo ed aggiornamento dei modelli, delle forme, degli stili e dei decori, nel compatibile rispetto della tradizione artistica, ivi compresi prodotti di indubbia originalità, nei quali figuri l'impegno creativo ed intellettuale verso la ricerca e l'innovazione, in funzione dell'ampliamento dei valori del patrimonio della zona, ma che vengano prima fatti propri e inseriti a catalogo ufficiale da parte del Comitato Disciplinare.

Articolo 6
Diario di Bottega -Autorizzazioni e Controlli

1. Ogni azienda iscritta al Registro dei produttori di Ceramica Artistica e tradizionale di Vietri sul mare è tenuta ad istituire un Diario di Bottega esclusivamente per quelle produzioni destinatarie del Marchio da Parte del Comitato Disciplinare.
2. Ogni azienda è tenuta a compilare il Diario di Bottega per doveroso apporto all'attività di controllo del Comitato Disciplinare e quale contributo alla storia ceramica di Vietri, nel quale dovranno essere riportate tutte le notizie attinenti alle particolari lavorazioni intraprese (data inizio, quantità di produzione programmata, modello o forma, fasi di cottura, fasi di decorazione, quantità eliminata e dichiarata non-conforme, quantità di prodotto finito, richiesta ispezione Comitato Disciplinare come da scheda allegata al. 2)
3. Per quanto attiene all'autorizzazione e controllo si fa riferimento all'art. 1 dei D.M. Industria del 15/07/1996 n. 506 pubblicato sulla G.U. 228 del 28/09/1996 ( regolamento di attuazione della L. 188 del 09/07/1990).

Articolo 7
Processo di vendita, Codice di comportamento di vendita

1. Per conferire autorevolezza e stile ai prodotti che hanno ricevuto il Marchio di Ceramica Artistica e Tradizionale di Vietri è fatto divieto di metterli in vendita nei mercati o insieme ad altri oggetti posti a terra, o all'esterno dei locali di vendita.
2 Si consiglia la presentazione al pubblico, per la vendita, dotandoli di idonea confezione e accompagnandoli con stampati che ne esaltino l'autenticità di Origine e il pregio della produzione.

Articolo 8
Difesa dei Marchio. Sanzioni

Per quanto riguarda la difesa del marchio e le sanzioni si rimanda all'articolo 11 della legge 188 del 9 luglio 1990 così come integrato dall'articolo 2 del D.M. 1-5 luglio 1996 n. 506.

Articolo 9
Consorzi Volontari

Per quanto attiene alla formazione, ai compiti e al riconoscimento dei consorzi volontari si rimanda integralmente a quanto stabilito dagli articoli 9 e 10 della Legge 188/190.

Articolo 10
Comitato disciplinare o Gran Giurì

1. Il. presente Disciplinare è sottoposto alla vigilanza del Comitato Disciplinare costituito ai sensi della Legge 188/190.
2. Il comitato Disciplinare è composto da 15 membri di comprovata esperienza tecnico-produttiva o artístico-culturale:

·                       Un membro nominato dal Consiglio Nazionale Ceramico, ai sensi dell'art. 4 comma 2, lettera d) della Legge;

·                       Un membro nominato dalla Regione Campania scelto tra i funzionari appartenenti almeno alla VIII qualifica funzionale;

·                       il Sindaco del Comune di Vietri o suo delegato;

·                       Un membro dell'Amministrazione Provinciale di Salerno nella persona del Direttore dei Musei Provinciali o Direttore dei Museo della Ceramica di Vietri o suo delegato;

·                       Due esperti nominati dall'Ente Ceramica Vietrese;

·                       Quattro membri designati dalle Associazioni di Categoria maggiormente rappresentative in campo nazionale e con il maggior numero di iscritti nella zona di produzione (Vietri) firmatari dei C.C.N.L.;

·                       Un rappresentante della Sovraintendenza B A A S di Salerno;

·                       Un esperto nominato dal Consorzio di produttori ceramici esistenti nel Comune di Vietri;

·                       Tre esperti Tecnici o storici nominati dal Comune di Vietri;

Articolo 11
Disposizioni Finali

Per quanto non espressamente previsto nel presente Disciplinare, si rimanda alle norme della Legge 188 del 9 luglio 1990 e sue successive modificazioni ed integrazioni, oltre che alle vigenti leggi in materia.